Luana D’Orazio era una dipendente di un’azienda tessile di Prato.
Luana ha perso la vita sul posto di lavoro, un luogo che dovrebbe essere sicuro e controllato (più volte al giorno) affinchè la salute dei dipendenti sia sempre protetta.
Succede che nel 2021 accadano ancora tragedie come questa in cui una ragazza venga risucchiata da un macchinario senza che questo si interrompa.

Dovrebbe bloccarsi un macchinario all’avanguardia se nota un’anomalia, invece questo no.

E allora mi domando: è giusto perdere la vita in questo modo?
Che vita facciamo se il lavoro ormai occupa troppo tempo della nostra esistenza e passiamo questo lasso interminabile di ore in un luogo che mette in primo piano il ricavo anzichè la sicurezza dei dipendenti?

Sono tempi bui questi e, mi dispiace dirlo, non ne vedo la fine. I sindacati hanno indetto uno sciopero di 4 ore per venerdì, ma, nonostante tutti gli scioperi, le manifestazioni e le parole al vento, la precaria situazione lavorativa italiana è sempre d’attualità.

Un’altra giovane vita spezzata, un altro incidente sul lavoro evitabile.

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