Durante uno dei miei giri sul web alla ricerca di nuovi libri o contenuti da leggere (informarsi fa sempre bene), mi sono imbattuto in quello scritto da Angelo Bonelli intitolato “Good morning diossina (Taranto, un caso italiano ed europeo”.

Conoscevo già Bonelli, e lo stimavo perchè il suo interesse verso l’ambiente è antecedente ai movimenti nati negli ultimi anni.
Bonelli è stato Presidente della federazione dei verdi e Coordinatore dei Verdi Italiani, è stato deputato e consigliere comunale della città di Taranto.
E’ proprio Taranto il centro nevralgico del suo libro e in particolare tutte le attività che hanno coinvolto il centro siderurgico più grande di Europa: l’Ilva.

Lavorando numerosi materiali di origine minerale l’Ilva produce sostanze inquinanti che si propagano nell’aria e scarichi che finiscono nelle falde acquifere e in mare.
Quella di Taranto è una posizione strategica per questo motivo è stata selezionata per costruirvi grandi realtà industriali.
Tutte queste industrie a partire dagli anni ’60 hanno generato un pesante inquinamento ambientale.

Secondo l’Istituto Superiore di Sanità l’incidenza dei tumori tra i bambini (0-14 anni), rispetto alla media regionale della Puglia è del 54% superiore.
Per quanto riguarda la mortalità, sempre tra i bambini, si calcola un 21% di mortalità superiore rispetto al resto della regione.

Inoltre, secondo i dati raccolti sempre dall’Istituto superiore di Sanità, i bambini delle zone di Tamburi e Paolo VI presentano difficoltà di apprendimento e attenzione.

Secondo il registro Ines, negli ultimi anni, è stata immessa nell’atmosfera il 93% della diossina prodotta in Italia e il 67% di piombo.
Immaginate di respirare 24 ore al giorno, 7 giorni su 7 un’aria del genere e immaginate le conseguenze che possano derivarne: devastanti e irrimediabili.

Grazie ad un ex operaio Ilva ed un professore di lettere che hanno fatto analizzare una forma di formaggio nel 2008 si scoprì che il formaggio in questione contenesse grosse quantità di diossina.
Questa scoperta comportò nel 2009 l’abbattimento di 2000 capi di bestiame e le autorità sanitarie vietarono il pascolo in un raggio di 20 chilomentri da questo centro siderurgico.

Il Tamburi è un quartiere costruito nei dintorni del polo industriale e in questo quartiere in particolare le cose non vanno affatto bene.
I bambini tornano a casa dopo aver giocato all’aria aperta sporchi di polvere di minerali e stendere i panni all’aperto significa ritirarli completamente neri.
Le aree giochi, esattamente come l’acqua pubblica, sono inquinati e le mamme si sono organizzate da anni per battersi per ottenere una bonifica di questi luoghi.

Ovviamente, come da previsioni, a causare questo disastro è stata inanzitutto la collusione tra proprietari e politica che ha portato a numerose indagini ed arresti.
Ma Bonelli nel suo libro tira fuori altre chicche imperdibili come quella di un ex ministro del governo Monti che è stato avvocato di un dirigente Ilva, oppure di come la proprietà abbia finanziato la campagna elettorale di alcuni esponenti politici di spicco.

Non sto qui a rovinarvi la lettura, ma il mio compito (che ritengo doveroso) è quello di diffondere ed estendere il bacino di lettori di questo libro che mette nero su bianco una pagina disgustosa della nostra vita.
Purtroppo il problema dell’Ilva è attuale e una politica immobile e corrotta non fa altro che complicare la vita dei cittadini di Taranto e dintorni.
Ricordatevi che il problema non è solo dei tarantini ma di tutti i cittadini italiani.

Se aveste il fegato e la volontà di leggere, vi consiglio vivamente “Good morning diossina” che trovate gratuitamente in formato pdf sul sito dei Verdi italiani.

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