Netflix produce l’ultimo film di successo con Leonardo di Caprio, Jennifer Lawrence, Meryl Streep, Cate Blanchett, Timothée Chalamet, Ariana Grande, Kid Kudi e molti altri.

Giudicato negativamente dalla critica ma promosso dal pubblico, Don’t Look Up, è un mix di generi che hanno tutti lo stesso scopo: farci riflettere.

La critica spesso ci va giù pesante quando non capisce che un film non deve avere per forza un filo logico narrativo, ma il pubblico di oggi si spazientisce facilmente se scene e dialoghi sono troppo prolissi.

Essendo un film in streaming, l’utente medio, impiegherebbe un attimo a tornare alla home e selezionarne un altro in catalogo.

Adam McKay (il regista) serve sul piatto un puzzle di scene, di comportamenti umani, di personaggi tra i più strambi, messi insieme in 2 ore e 18 minuti di film.

Ma di cosa parla la storia?
Tutti siete qui per saperlo, ovvio, ma non farò spoiler.
Una cometa sta per colpire la Terra e l’allarme degli scienziati viene sottovalutato da tutti all’inizio, successivamente il ricco “genio” sopravvalutato (un po’ Elon Musk e un po’ Tim Cook) ci vede del profitto potenziale e lì la storia ha una svolta.

Perchè lo sappiate, la forza del film è nella fotografia della società contemporanea, un luogo in cui tutto diventa meme o viene preso di mira dai social.

Il punto debole del film è il cast che non viene valorizzato abbastanza perchè eccessivamente saturo di star.

Il punto , che fa storcere un po’ il naso, è la storia che va esattamente come uno si aspetta e soprattutto ogni personaggio è un cliché: dalla studentessa contestatrice, al professore timido e ansioso, dal politico idiota al giornalista di cronaca superficiale.

Insomma questo film non lo consiglierei se qualcuno mi chiedesse una lista di film da guardare, ma allo stesso tempo potrebbe essere un buon passatempo se avete un paio di ore da riempire.
Al termine resta l’amaro in bocca, pensiamo a quanto siamo diventati malleabili, a quanto ci sia di ingiusto in questa società che mette in mano al 5% della popolazione il nostro futuro e ai pericoli che avremmo se quel 5% un giorno dovesse decidere cosa fare per salvarci la vita.
Più che un brutto film lo definirei un buon film per fermarci e pensare.

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