Canthology è il brano di apertura di Exuvia, il nuovo album del rapper di Molfetta uscito il 7 maggio.
Questo brano fa, in maniera sempre originale, la sintesi di tutti gli album di Caparezza e lo fa con un basso di base che da il ritmo alle parole.
Il featuring di questa intro è con Matthew Marcantonio.

I brani sono legati uno all’altro: ci troviamo davanti ad un concept album.
Si passa a Fugadà che parla esattamente della sua fuga dal passato ma anche dal presente della musica rap.
Con la citazione anche al suo passato di Mikimix a Sanremo.

El sendero è il titolo del terzo brano.
Un pezzo dal sound latino cantautorale accompagnato vocalmente da Mischel Domenssain (cantante messicana “molto connessa con la natura” come afferma il cantante) che annuncia il cammino verso una nuova meta sottolinenando quanto il suo percorso sia stato agevolato contrariamente a quello di persone più sfortunate che nella vita si sono dovute accontentare.

Cambio di ritmo quando si scorre al quarto brano di Exuvia, ovvero Campione dei novanta, che approfondisce gli inizi della sua carriera e la fine della precedente con un brano più ritmato, un hip hop che cita quello degli anni zero del nuovo millennio.
Sottile la critica ai nuovi rapper rispetto ai quali i suoi vecchi brani sembrano scritti da Bob Dylan per via di questo enorme divario tra i contenuti di oggi rispetto ai suoi contenuti di inizio carriera.

Contronatura mi ha ricordato quel bell’hip hop degli amatissimi Beastie Boys e come da titolo protagonista è la natura, che vive per esistere.
Essa parla attraverso una voce femminile esaltando la sua bellezza.
La moda della natura, è un modo egoistico dell’essere umano per proteggere se stesso e non l’ecosistema.

Eterno paradosso è la critica alle nostre contraddizioni: “un introverso con i fari addosso” è emblematica.

La scelta è un brano sui bivi davanti ai quali ci pone la vita, in questo caso la scelta del rapper è abbandonare la musica e dedicarsi alla vita o fare musica perchè la musica stessa è la sua vita? Termini di paragone sono Beethoven e Mark Hollis.

Azzera Pace è Caparezza al contrario e si approfondisce il tema di essere tutto e il contrario di tutto.

Eyes Wide Shut (citazione al film di Stanley Kubrick) è un brano rock esplosivo “io non voglio andare in cerca di me stesso perchè rischio di trovarmi per davvero” dice Caparezza. Il tema portante è la maschera come quelle indossate in una scena del film.

Come Pripyat è un’analisi del mondo, cambiato dai social, che vive di invidia, tossicità e incomunicabilità.
Proprio Caparezza in conferenza stampa ha affermato: “Negli anni ho capito che certe cose lasciano il tempo che trovano, c’è bisogno di azioni concrete: i cartelli o le foto con le scritte sui social? Gli hashtag? Non ci credo più. Serve agire”.
Pripyat è una città confinante con Cernobyl che, dopo il disastro nucleare del 1986, non è mai più stata abitata.

Il mondo dopo Lewis Carroll (autore di Alice nel Paese delle meraviglie) è un’immedesimazione dell’autore nel personaggio di Alice che si sente rinchiuso nel suo castello senza riuscire a meravigliarsi più di qualcosa, ma tutto sembra ormai scontato.

Zeit! è un pezzo elettro-rock (potrebbe ricordare alcuni pezzi di Alberto Camerini sotto alcuni aspetti strumentali e vocali) in cui emerge il tema del tempo.

La certa, come in Zeit, cita il tempo che scorre, ma in questo caso la protagonista è la morte.
Dopo la morte c’è l’Exuvia ovvero il cambio di pelle che è il nome dell’ultimo brano dell’album che da anche il titolo al disco.
Exuvia è stato il singolo apripista per questo ottavo capitolo della discografia di Caparezza.

Per ascoltare l’intero album vi lascio il link per tre mesi gratuiti di Amazon Music e qui in basso potete ascoltare interamente Exuvia.

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